ARTICOLO DI JIM DICKRELL
Sterzata automatica di precisione: l’evoluzione dei sistemi per i lavori agricoli
La sterzata automatica assistita da GPS non ha fatto rapidamente presa sui produttori di latte come su quelli che producono granturco e soia in piatte praterie. Ma questo sta cambiando man mano che produttori di latte all’avanguardia cercano di tirar fuori ogni possibile vantaggio da questa tecnologia in costante evoluzione.
Skip Hardie di Lansing, N.Y., lo fa da otto anni. Produce con i soci John Fleming e Steve Palladino, mungendo 1.000 mucche, allevando 900 vitelli e coltivando 1.400 acri di granturco e fieno.
"Abbiamo suoli compattabili e il GPS è di grande aiuto per farci essere sicuri di star ripassando sugli stessi solchi nelle operazioni di aratura, semina, nebulizzazione e taglio del foraggio", egli dice.
Ma Hardie è il primo ad ammettere che la curva di apprendimento può essere ripida - e frustrante. Le aziende agricole Hardie aprirono alla tecnologia con un semplice sistema a barra luminosa. "C’erano tanti problemi. Era come cercare di usare un’ascia per un intervento chirurgico”, dice Hardie.
Poi passò a un sistema di sterzata automatica commerciale. Era molto meglio della barra luminosa e le prestazione erano entro le tolleranze stabilite dall’azienda che lo produceva. Ma ancora non assicurava l’accuratezza quasi assoluta, passo dopo passo che Hardie sentiva necessaria per operazione di aratura a strisce.
A ottobre 2008, Hardie lavorò col suo consulente agricolo per testare un nuovo sistema che utilizza la rete CORS (Continuously Operating Reference Station) di New York e che viene usato anche da agrimensori e costruttori di autostrade.
“È stato stupefacente - dice Hardie. Il suo personale usò il sistema di sterzata automatica Leica mojoRTK per guidare un mappatore per suolo Veris (con un disco largo 6’) e ripeté i passaggi. Il meno accurato era spostato di 3/4" rispetto al passaggio precedente – un livello di accuratezza di cui Hardie dice di aver bisogno per aratura e semina a strisce.
L’estate scorsa, Hardie ha deciso di usare il sistema mojoRTK per falciare il fieno. “In precedenza, avevamo due falciatrici da 18’ con due operatori. In un giorno buono facevamo 125 acri” egli dice. Pensava di poter far meglio – e con un operatore – passando a una falciatrice Poettinger Novacat da 32'.
Il sistema di sterzata automatica consentiva all’operatore di monitorare tutta l’operazione e di non preoccuparsi di ripassare su parti già falciate. “Falciavamo circa metà di tutto il nostro fieno alla velocità di 15 miglia all’ora; una velocità impressionante”, dice Hardie.
L’autunno scorso Hardie usò il sistema per spargere il concime. Usa un flessibile di drenaggio e dice che è incredibile quanto sono diritti e uniformi i risultati senza alcuna sovrapposizione o parti saltate.
Prossimo passo: insilaggio. Hardie dice che, come la maggior parte degli agricoltori, è frustrato dalla densità non uniforme dell’insilaggio nei suoi bunker. Ma con l’avanzato sistema di sterzata automatica, pensa di poter essere più preciso nel riempimento – anche ai bordi del bunker. “Dovremmo essere in grado di programmarlo in modo da avere gli spazi corretti in tutto il bunker,” egli dice.
Infatti egli sogna il giorno in cui potrà fare a meno del tutto del guidatore nel trattore e farlo funzionare con il telecomando. Nessun parola ancora da parte dei suoi soci e su come la pensano su questo.